La Corte suprema degli Stati Uniti ha emesso una sentenza che riconosce alle piattaforme digitali il diritto di moderare e filtrare i contenuti a loro discrezione.
Questa decisione segna l’inizio di una nuova era per Internet, in cui le piattaforme OTT vengono considerate editori responsabili dei contenuti presenti sulle loro piattaforme.
Fino a poco tempo fa, la Sezione 230 del Communications Decency Act garantiva alle piattaforme l’immunità per i contenuti pubblicati dagli utenti. Tuttavia, la recente sentenza della Corte suprema americana sembra attribuire alle piattaforme un ruolo ancora più importante, consentendo loro di rimuovere contenuti in base alle proprie politiche interne.
Questo potrebbe avere un impatto significativo sul modo in cui vengono gestiti i contenuti online e sulla libertà di espressione digitale.
Le Big Tech stanno aumentando il loro potere grazie agli investimenti in infrastrutture come cavi sottomarini e reti cloud, mentre le regole delle piattaforme online
stanno sostituendo in parte le normative statali. Durante la pandemia da Covid-19, Facebook ha rimosso milioni di post sulla pandemia, spesso in base alle
direttive delle autorità sanitarie mondiali. Anche Twitter ha eliminato post considerati “fuorvianti” ma basati su evidenze scientifiche.
Le piattaforme stanno applicando l’algoritmo della verità ai contenuti, un ruolo che prima spettava alle autorità sanitarie.
Riconoscere alle piattaforme, in nome delle loro policy, il diritto di applicare “l’algoritmo della verità “ ai contenuti che veicolano , affidando un ruolo editoriale pieno , significa superare anni luce un’Europa delle regole , ancora divisa sulla definizione di contenuto illegale e prudente nel riconoscere alle Big Tech un ruolo hosting attivo o passivo.
Non siamo ancora a questo punto , vedremo se la sentenza della Corte Suprema impatterà sulle dibattiti che si stanno tenendo negli USA dove non pochi sono convinti di limitare i poteri delle piattaforme.
Quindi è legittimo chiedersi se i regolamenti europei devono essere rivisti e se i diritti delle persone troveranno le tutele negli ordinamenti statali o nelle policy delle piattaforme .
Necessita una riflessione sulle democrazie occidentali e autocrazie prima di pensare ad un mercato unico e globale al fine di evitare che le piattaforme possono utilizzare strategie di disinformazione.

